SEGA VR (prototipo)

Il Sega VR è stato  il primo vero head-set per VR, progettato grazie all'aiuto di un design consultant dalla IDEO e alla tecnologia di head-tracking della Ono Sendai che consentiva un tracciamento dei movimenti della testa in maniera sufficientemente accurato ma anche molto economico.  
Presentato ufficialmente per la prima volta durante il Summer CES del 1993 e promesso come in arrivo entro Dicembre dello stesso anno, seguito da un lancio nel 1994 negli UK.

La nuova avvenieristica periferica per Mega Drive avrebbe dovuto debuttare per soli 200$ (£130) e sarebbe stata lanciata con 4 titoli:

  • Nuclear Rush
  • Iron Hammer
  • Matrix Runner
  • Outlaw Racing

I titoli avrebbero dovuto risiedere su cartucce da 16Mb.

I test sulla periferica avvennero purtroppo solo a porte chiuse ed inizialmente furono ammessi solo i giornalisti di testate Americane per via del fatto che ci si aspettava un lancio a fine anno in quel region. Successivamente ci si rese conto che in America non sarebbe uscito prima dell'estate 94, ed in Inghilterra sarebbe potuto arrivare solo a fine 94.

Il grosso distacco tra le due uscite era dovuto in primis alla difficoltà di convertire il dispositivo per lo standard PAL.

Il progetto soffrì ben presto i problemi derivanti dalla tecnologia non ancora sufficientemente matura per cui diversi tester accusarono mal di testa e cinetosi e la rivista "The Independent on Sunday" riferì nel 1993 che il progetto VR di Sega poteva causare danni agli occhi.
Anche se la rivista si scusò successivamente, giustificando che la sua recensione era di un prototipo e non dell'HW definitivo, gli avvocati di SEGA non mancarono di percepire la possibilità di serie implicazioni di responsabilità nell'offrire simili tecnologie.
Lo stesso Stanford Research Institute avvisò anch'esso SEGA dei possibili rischi derivanti da un uso prolungato.

Passarono pochi mesi ed il progetto finì per essere accantonato, con le motivazioni ufficiali che recitavano che il progetto era stato interrotto perché la realtà virtuale era così "reale" che gli utenti avrebbero potuto ferirsi nel provare a muoversi mentre indossavano le cuffie.

Di diverso avviso Tom Kalinske, il quale ricorda che il Sega VR mostrato al Summer CES "non ha fornito l'esperienza VR".
Sega of America continuò ad accarezzare l'idea di portare la VR alle masse, fiduciosa che sarebbe stata in grado di produrre qualcosa per meno di $ 225 USD per Sega 32X o Sega Saturn, ma nulla si è mai materializzato.

SEGA continuò comunque a perseguire il concetto di visore VR con il "Sega Net Merc" system per le sale giochi (sul quale girava il mediocre Dennou Senki Net Merc) e con il sistema VR-1.



La tecnologia

Il visore del SEGA VR prevedeva due schermi a colori LCD integrati,  sensori inerziali per misurare il movimento della testa (con frequenza a 100hz) ed un paio di cuffie per audio stereo.
Il problema vero risiedeva nel refresh-rate che, purtroppo, era limitato ad una frequenza di aggiornamento di 30 Hz (derivanti dai 60hz usati per aggiornare i due schermi).
Purtroppo questo aggiornamento troppo lento, unito alla tecnologia LCD dell'epoca, comportava che la visuale non si allineava rapidamente ai movimenti del capo, risultando in vertigini ed affaticamento degli occhi.
Come termine di paragone, i moderni visori VR come Vive Cosmos e Oculus Rift 2 funzionano a 90 Hz.
Il casco non conteneva tutta l'elettronica. In questo modo risultava molto più leggero e la componentistica non necessaria era ospitata in un box che sarebbe stato accanto al Mega Drive.

I giochi

I giochi che avrebbero dovuto accompagnare il lancio del SEGA VR erano quattro:

  • Nuclear Rush, uno shooter in 3d (mediante sprite/scaling) a bordo di overcraft. Di questo titolo è stata recuperata di recente una ROM giocabile.
  • Iron Hammer, uno sparatutto simile a Nuclear Rush. Di questo, oltre al materiale derivante delle anteprime dell'epoca, esiste un prototipo che, al momento, non risulta dumpato.
  • Outlaw Racing, un gioco di guida con 20 opponenti in una gara di corsa e combattimenti. Nessuno screen è stato mai mostrato.
  • Matrix Runner un gioco di cui si sa pochissimo e si possiede un solo screen.

Si è anche parlato di un possible porting di Virtua Racing ma non si sa quanto realistico sia il claim considerando che il Mega Drive base non aveva assolutamente sufficiente potenza per offrire un porting di questi tipo.




Curiosità
  • Il Mega Drive ricevette comunque un rudimentale headset per VR. Questo fu commercializzato e venduto su licenza da VictorMaxx. Si trattava dello Stuntmaster Head Mounted Display (HMD), che è considerato il primo headset per realtà virtuale a livello consumer, ed era basato su un dispositivo monoculare a bassa risoluzione fornito con un localizzatore meccanico brevettato che aveva una risposta rapida tempi e posizionamento accettabilmente accurato.